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Bella vista dal Colle di Tuvixeddu

Tuvixeddu è la più grande necropoli Punica del Mediterraneo. Con oltre 1.100 tombe scavate nella roccia, si trova dentro la città di Cagliari. I primi lavori di scavo iniziarono nel 1895, e in una decina d’anni vennero alla luce le prime 200 sepolture. l’area presenta diverse tipologie tombali: tombe a fossa, a enchitrismos (anfora), a cella semplice, a cella con camera ipogeica. La tipologia maggiormente documentata è quella a pozzo con camera ipogeica. La discesa lungo il pozzo è ad accesso facilitato con tacche scolpite nella pietra e, a fine corsa, si arriva alla camera sepolcrale un tempo chiusa da una porta, solitamente un monolite della stessa forma. Nel 1900 il colle di Tuvixeddu divenne la cava di una cementeria della Italcementi che ne ha terminato l’estrazione solamente negli anni ottanta.

Così, con i lavori di cava molte tombe andarono irrimediabilmente distrutte, anche se ne vennero trovate delle altre. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale le grotte vennero usate dagli abitanti della zona come rifugi antiaerei e i più anziani le usarono come abitazioni per non dover correre ogni volta nel colle. Nell’immediato dopoguerra vennero abitate da chi perse la casa durante i bombardamenti. Un giorno, mentre imperversava un temporale, tre ragazzini (Marcello Polastri, Diego Scano, Stefano Cao) si calarono attraverso un pozzo all’interno di una delle tante tombe. Incuriositi dai segni di manomissioni, di scalfiture sulla roccia, i ragazzi varcarono l’oscuro ingresso della camera funeraria con l’ausilio di un accendino. L’ipogeo era largo circa due metri, altrettanto lungo e alto poco meno.

Per terra c’erano tracce di fuochi e mozziconi di sigarette: denotavano la sosta di individui… forse una lunga sosta. Nell’angolo più profondo della camera aperta nella roccia, a quattro metri di profondità, c’era una lastra squadrata. I giovani la sollevarono, scoprendo un piccolo pertugio che comunicava con un ambiente sottostante, una seconda tomba. Cosa accadde?

Per farla breve, all’interno della camera funeraria sottostante il primo ambiente, Marcello Polastri trovò un’anfora di terracotta alta circa 40 centimetri, con segni di pitture ottenuti con l’ocra rossa. In un batter d’occhio i giovanotti focalizzarono che il luogo era stato visitato dai tombaroli, che peraltro avevano custodito nel sito due grossi palanchini in acciaio, un piccone e due pale.

Quando i ragazzi guadagnarono la luce, ad attenderli all’esterno c’era una pattuglia della Polizia Municipale: “Ci hanno segnalato strani traffici in questa grotta, ed ora troviamo voi. Cosa fate?” Domandò un poliziotto. Spiegarono l’equivoco e mostrarono il reperto archeologico. Gli agenti, che li conoscevano per altre peripezie nel sottosuolo di Cagliari, gli chiesero di prelevare – con le loro abilità nella discesa per grotte – gli oggetti dimenticati dai predatori dell’arte perduta.

Polastri racconta che dopo aver stilato un verbale, domandando i loro nominativi e recapiti, li invitarono a prendersi cura del reperto, qualora le autorità competenti decidessero di occuparsi del caso! “Portammo l’oggetto alla Soprintendenza Archeologica, che allora aveva sede nella Cittadella dei musei, in piazza Arsenale. Consegnammo il reperto ad un archeologo, che poi è divenuto un caro amico, grande collaboratore del GCC, l’illustre professor Enrico Atzeni.”

www.skyscrapercity.com -

L’archeologo (che per decenni collaborò con Giovanni Lilliu), rilascia a Marcello Polastri un’apposita ricevuta firmata con l’allora direttore-archeologo Carlo Tronchetti: “l’anfora è punica, databile al IV secolo A.C. ed è una fortuna che sia stata sottratta ai tombaroli. Il nostro museo terrà il reperto in grande considerazione“.

Elisa  Monica Magario

Emily Volta

Foto: <a href=”http://forumcivico.blog.tiscali.it/2010/11/17/comunicato-stampa-;

http://catalepton.altervista.org/2008/07/una-cartolina-da-tuvixeddu/&#8221;;

//www.panoramio.com/photo/22114438″ rel=”nofollow”>www.panoramio.com/photo/22114438</a>;

Marcello Polastri;

Marcello Polastri;

<a href=”http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=510&s=93553&v=2&c=5578&amp;;

<a href=”http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=509&s=1&v=9&c=5578&tb=5;

<a href=”http://notizie.virgilio.it/gallery/paesaggi_sensibili.html,zoom=367643.html&#8221; re;

<a href=”http://www.sardi.it/cagliari/it/guida/stampa.htm&#8221; rel=”nofollow”>www.sardi.it/c;

2 Comments

  1. Complimenti a Marcello…ha incominciato la sua carriera alla grande!!!


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