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Una storia nella valle di San Lorenzo…

Il 21 di marzo del 1957, nella valle di San Lorenzo (frazione di Osilo), un grosso masso precipitò dalla collina e, rotolando sino a valle, sfondò il tetto di un mulino per poi cadere sulla culla dove dormiva Pietro Pisano, di soli 8 mesi.

La madre, accorsa per il forte boato, assistette impotente allo strazio: il bimbo era rimasto sepolto dalle macerie. In quell’epoca viveva nella valle dei mulini anche un altro bimbo, che giocava spensierato in quel paradiso. Il suo nome era Antonio Strinna.


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I Bertas

“…C’era una voce, in quegli anni, che mi chiamava spesso… Quella della valle, sì, la valle di San Lorenzo, che mi chiamava attraverso una donna. Era una voce che certe notti, soprattutto quando sentivo che la mia partenza da Osilo era ormai imminente, mi accompagnava sino al risveglio. Così al mattino ricordavo tutto, o quasi, di questi incontri. La donna mi parlava come fosse mia madre, mi considerava suo figlio. E raccontava, quasi sottovoce, raccontava della valle, del mulino e del torrente, del suo piccolo Pietro…”.

madre-operaia In un viaggio di fantasia, la madre del bambino ritorna nella valle il 10 di agosto, per la festa di San Lorenzo. Antonio Strinna fa rivivere le emozioni di una mamma che deve affrontare il proprio conflitto interiore. Si narra di una festa, di un momento di gioia, di tregua, che da sempre distoglie la gente dal durissimo lavoro. E c’è la valle – forse da dimenticare – perché colpevole di avere ucciso il bimbo.

www.antoniostrinna.itI versi della canzone descrivono gli stati d’animo e i ricordi di una donna; i suoi pensieri fluttuano in un misto di gioia e dolore, di fede e disperazione, tra il grande amore per quei luoghi incantati e la loro colpevolezza e la difficoltà di concedere perdono.

percorsidisardegna.net

È la storia di una sfida, di una guerra interiore continua ma inevitabile, di una donna tormentata, ma che decide infine di rivolgersi con tutta la sua forza e la sua fede al santo patrono, San Lorenzo, chiedendogli di prenderle la mano e di condurla verso la comprensione e verso la speranza.

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Elisa Monica Magario

Emily Volta

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