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Il mistero di Monte d’Accoddi

La prima ziqqurat di Ur (Mespotamia) fu costruita nel 2550 a.C. L’altare preistorico di Monte d’Accoddi, conosciuto per la sua forma anche come “Ziqqurath di Monte d’Accoddi”, o “Akkoddi”, nasce sulla base di un’altra antica struttura di circa  4.000 a.C. E’ un monumento megalitico scoperto nel 1954 presso Sassari.

Il monumento, unico nel bacino del Mediterraneo, faceva parte di un complesso di epoca prenuragica, sviluppatosi sull’altopiano a partire dalla seconda metà del IV millennio a.C.

In una prima fase, si insediarono nella zona diversi villaggi di capanne quadrangolari appartenenti alla cultura di Ozieri. Si uniscono: una necropoli con tombe ipogeiche a domus de janas,  un probabile santuario con menhir, lastre di pietra per sacrifici e pietre sferiche  forse simboleggianti il Sole e la Luna. Successivamente, probabilmente genti  appartenenti alla cultura di Ozieri, costruirono un’ampia piattaforma sopraelevata a forma di tronco di piramide (27 m x 27 m, di circa 5,5 m di altezza) alla quale si accedeva mediante una rampa. Sulla piattaforma venne eretto un ampio vano rettangolare rivolto verso sud (12,50 m x 7,20),  identificato con una struttura templare conosciuta come “Tempio Rosso”,  la maggior parte delle superfici è infatti intonacata e dipinta con  ocra rossa. Sono presenti anche tracce di giallo e di nero.All’inizio del III millennio a.C., la struttura   fu probabilmente abbandonata (sono state rinvenute  tracce di incendi). Intorno al 2800 a.C., venne completamente ricoperta da un colossale riempimento costituito da strati alternati di terra, pietre, e  un battuto di  polveri di marna calcarea locale. Il riempimento è contenuto da un rivestimento esterno in grandi blocchi di calcare. E’ creata in seguito, una seconda grande piattaforma troncopiramidale a gradoni (36 m x 29 m, di circa 10 m di altezza) accessibile per mezzo di una seconda rampa lunga 41,80 m, costruita sopra quella più antica. Questo secondo stantuario, conosciuto anche come “Tempio a gradoni”, ricorda nel suo complesso le contemporanee ziqqurat mesopotamiche. L’edificio conservò la sua funzione di centro religioso per diversi secoli e venne abbandonato con l’età del bronzo antico.  Intorno al 1800 a.C. era ormai in rovina e venne utilizzato saltuariamente per le sepolture. Durante la seconda guerra mondiale fu danneggiata la parte superiore a causa di  scavi di trincee.  Sull’altura vennero impiantate delle batterie contraeree. Gli scavi archeologici furono condotti da Ercole Contu (1954-1958) e da Santo Tinè (1979-1990).

Sul monumento vi sono tuttora solo delle ipotesi sia sul nome sia sulla tipologia del monumento stesso. Il nome akkoddi sembra derivare dal sardo arcaico Kodi che significava  monte,  da cui deriverebbe l’altro nome sardo Kodina o Kudina che sta ad indicare un suolo roccioso.

L’altare preistorico di Monte d’Accoddi con  la sua struttura a ziqqurath,  rappresenta il più antico esempio in Europa di questa  tipica architettura mesopotamica. Secondo la concezione religiosa di quegli antichi popoli, il cielo e la terra si univano per mezzo di un monte,  mentre una divinità scendeva tra gli uomini. L’altare sulla torre era perciò considerato il punto di incontro tra umano e divino, e si pensa che un gran numero di animali – sicuramente bovini – venissero sacrificati per propiziare la rigenerazione della vita e della vegetazione. Ai piedi della piramide  sono stati ritrovati  grandi accumuli composti da resti di antichi pasti, nonchè oggetti utilizzati durante  riti propiziatori.

Si ipotizza che la simmetria della ziqqurath riprodurrebbe le stelle della Croce del Sud, oggi non più visibile dal sito di Monte d’Accoddi, a causa della precessione degli equinozi; un cambiamento di  5000 anni confermato dal fisico Gian Nicola Cabizza.

Elisa Monica Magario

Emily Volta

Fonte: Wikipedia

Foto:

Antonio Cuboni;

http://www.megalithic.co.uk;

immagini in 3D, Liceo Scientifico Statale G. Spano Sassari;

Shardanapopolidelmare.forumcommunity.net

www.photographando.net

3 Comments

  1. ho urgentemente bisogno di un plausibile e valido vostro aiuto a piu presto. devo fare l’esame di preistoria e protostoria di una regione europea e mi è stata assegnata la sardegna, ora il prof strafottente al massimo non mi ha dato testi dal quale accingere info per l’esame, mi ha semplicemente detto fai una ricerca a piacere tuo in quanto la sardegna è lungamente trattata in archeologia e vieni a fare l’esame. io per ora ho scaricato in pdf ed acquistato alcuni testi che ho letto e riletto e sto valutando, ma molti di essi sono antiquati secondo il mio modesto punto divista in quanto risalgono al 2003(la sardegna nuragica, massimo pallottino e g liliu)2003(civiltà nuragica paolo melis)2005(i nuraghi totti preistoriche, g liliu)2006(sardegna nuragica g.liliu) l’unico piu recente è del2009-10 di sirigu, archeologia preistorica e protostorica in sardegna, introduzione allo studio, che comunque trovo labile e steriel per i miei studi, deve essere approfondito assolutamente. vi chiedo quindi, gentilmente, in vista anche delle nuove scoperte, i potete consigliare qualche testo alquanto valido sul quale basare il mio esame di preistoria e protostoria europea? grazie, aspetterò una vostra risposta

    • Per Enzo. Siamo ancora in tempo?

    • Caro Enzo, non sappiamo da dove tu ci scriva. Certo è, che ti sei infilato in un ginepraio: “La preistoria e la protostoria della Sardegna”. Non esistono certezze in alcun manoscritto che sia datato o meno. Riguardo alle nuove scoperte, il problema si ripresenta. Quì ogni giorno scopriamo delle cose ma essendo la Sardegna una delle prime terre emerse, mi chiedo come si potrebbe scrivere con certezza. Ti consiglio di prendere testi, anche datati, magari di Lillìu, visto che la questione è sempre aperta e fonte di diàtribe tra i vari archeologi. Ci sono troppi anelli mancanti. Oppure prendi un solo argomento – come quello di Sergio Frau – e recita, con beneficio del dubbio le ultime teorie su Atlandide. http://www.lamiasardegna.it/files/storia-atlantide.htm. Naturalmente scegli testi a linguaggio semplificato, ma ripeto, non esiste niente di certo. Prova a leggere anche l’articolo “Cenni sulla preistoria” da noi superficialmente trattato, potresti avere qualche idea in merito. se dovessi avere bisogno di chiarimenti contattaci senza problemi, magari anche per messaggio su facebook. grazie
      Elisa Monica Magario
      P.s. se nel frattempo avessi già dato il terribile esame facci sapere com’è andata. Scusa per il ritardo.


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  1. By La Ziqqurath | Sardegna Trekking on 26 Mar 2013 at 7:36 PM

    […]  Percorsi di Sardegna  – […]

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